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“Ferrovia del vino" sulla ex Noto Pachino, prossima rail with trails
Come nelle due precedenti edizioni anche per il 2012 l'Associazione Ferrovie Siciliane ha realizzato due eventi presso le stazioni di Roveto Bimmisca e Marzamemi. L'attività di quest'anno consisterà dapprima in un lavoro di ripulitura del tratto di linea interessato (29 febbraio) propedeutico alla realizzazione della manifestazione del 4 marzo. I lavori di ripulitura saranno condotti dai soci di Ferrovie Siciliane. In tale occasione si svolgerà la scarpinata lungo i binari che si affacciano direttamente sulla baia di Vendicari potendo osservare, anche con l'ausilio di strumenti, i pantani, la spiaggia e la tonnara di Vendicari. Inoltre verranno mostrate delle foto storiche che ritraggono l'attività della linea più a sud d'Italia nota come la ferrovia del vino. Infine parteciperà all'evento l'architetto Giannì che relazionerà sulla possibilità di creazione di una rail with trails.
Emerico Amari

È in uscita la Carta geografica sulle Ferrovie  della Sardegna
Dalla SI.ME Edizioni di Cagliari, in scala 1:350 mila, sta per uscire la carta geografica con le principali strade, i Comuni interessati dalle linee ferroviarie e i maggiori siti di interesse culturale, naturale. Si tratta di un lavoro riassuntivo sulle circa 50 linee ferroviarie dell'isola, da quelle Statali, alle ex Concesse (oggi ARST), alle ex Meridionali (oggi dismesse), fino alle linee industriali e le decauville di una certa rilevanza. La carta si propone di presentare al viaggiatore le varie possibilità per visitare l'isola, viaggiando (in treno, in bici o a piedi) lungo binari in funzione o  dismessi. Su tutte le linee sono indicati i vari attrattori culturali prossimi ai tracciati ferroviari, numerose fotografie, varie indicazioni testuali su caratteristiche delle linee (lunghezza, anno di costruzione/chiusura, scartamento, ciclabilità, ecc).La carta è di dimensioni 70x100 cm, stampata a 4 colori su carta patinata da 170 gr/m, con una tiratura di 1000 copie.

Viaggiare sul treno vapore lungo l'Adriatico e mangiare con il cestino
Per iniziativa di Aipai, Adriavapore, Italia Nostra, Regione Emilia Romagna, Regione Marche, Provincia di Rimini, Pesaro, Ancona si celebreranno il 4 marzo i 150 anni dell’inaugurazione della tratta Rimini - Ancona, con un viaggio speciale a bordo di un treno storico, al traino di una locomotiva a vapore FS di inizio Novecento, fra i due capoluoghi. Il treno percorrerà l'attuale linea ferroviaria per osservare la "nascita" delle città turistiche adriatiche che devono il proprio sviluppo all'arrivo della ferrovia. Il progetto orario del treno prevede la partenza da Rimini nella prima mattinata, soste a Pesaro e Falconara Marittima, nel corso delle quali potranno essere effettuati interventi sulla storia delle ferrovie italiane ed in particolare della linea Adriatica e dei sui diverticoli in essere o dismessi. L’arrivo è previsto alla stazione di Ancona Marittima. A tutti i partecipanti verrà consegnato alla partenza il "cestino Casali", una rievocazione del pranzo in viaggio dell'epoca.
Quando la ferrovia si affermò definitivamente, nella prima metà dell’Ottocento, pur sconfiggendo la diligenza si adeguò al suo modello di servizio: i treni infatti viaggiavano a 40/50 km/h contro i circa 10 km/h delle diligenze, ma dovevano eseguire frequenti fermate per rifornimento, accudienza o sostituzione delle locomotive a vapore, analogamente a quanto avveniva con i cavalli delle vetture su strada ordinaria. Sempre in analogia con queste ultime, le soste permettevano ai passeggeri di scendere dai convogli e di ristorarsi ai “buffet” delle stazioni, i cui menù nulla avevano da invidiare ai migliori ristoranti, quando non erano essi stessi la migliore referenza gastronomica cittadina, frequentata anche da chi non doveva utilizzare il treno e spesso teatro di banchetti per cerimonie di ogni tipo, pubbliche o private. Persino a Roma il ristorante Valiani della vecchia stazione Termini venne presto ad occupare un posto di primo piano nel panorama culinario della capitale, costituendo per molti anni un ritrovo di esigenti buongustai. Negli orari ferroviari un piccolissimo simbolo, costituito da un coltello e da una forchetta incrociati accanto al nome della stazione, indicava preventivamente al viaggiatore dove poteva ristorarsi. Il progresso delle ferrovie, con treni sempre più veloci che effettuavano fermate sempre più brevi, mise in crisi questi locali, cominciando da quelli ubicati nelle stazioni non di primaria importanza. A Cesena l’eccellente ristorante di stazione era gestito da tale Aldo Casali, figura centrale di una dinastia di ristoratori, che nel 1913 ebbe un’idea rivoluzionaria: confezionare con le proprie specialità dei “cestini” da vendere ai viaggiatori nelle brevi soste dei treni nella sua stazione. Casali realizzò i primi cestini con trecce di paglia fatte venire da Firenze, quelle stesse usate per fare i cappelli di paglia tipici della città toscana, e dentro vi mise quello che serviva ai tavoli del suo ristorante. Normalmente il cestino conteneva, in un tegamino di ceramica faentina con coperchio, lasagne, cappelletti o tagliatelle, un bicchiere di vetro, un tovagliolo, una bottiglietta di vino e ancora capretto, pollo o vitello arrosto, contorni, un formaggino svizzero e le immancabili, poco meno di una firma, fragole “quattro stagioni” disponibili per quasi tutto l’anno. Come tocco finale veniva inserito un fiore ed un ventaglio per le signore, una sigaretta per i signori e per tutti una cartolina del ristorante, già affrancata, con la dicitura “sono arrivato …” che l’acquirente poteva spedire a casa una volta raggiunta la meta e che costituiva un ottimo veicolo pubblicitario. In un’epoca in cui la ristorazione durante il viaggio passava dai pochi, e costosi, servizi di carrozza ristorante a qualche semplice vivanda portata da casa, il cestino costituì una vera rivoluzione, che a un prezzo modico permetteva pasti caldi e di qualità. Il successo fu clamoroso: molto spesso per uno stesso treno occorrevano 200 o 300 cestini da viaggio la cui consegna, per quanto rapida, si completava invariabilmente con il convoglio ormai in movimento, anche se una bottiglia di vino o un pollo arrosto, portati prontamente in omaggio al personale di macchina, lo spingevano ad effettuare “controlli tecnici” alla locomotiva che prolungavano la sosta di qualche minuto. Il cestino di Casali ebbe subito innumerevoli imitazioni su tutta la rete ferroviaria e divenne un fedele compagno di viaggio per un cinquantennio, giungendo ad estinguersi nel corso degli anni Sessanta del secolo scorso per la definitiva scomparsa dei ristoranti di stazione e per l’affermarsi di nuove forme, più economiche, di ristorazione viaggiante, che però nulla hanno a che vedere con le tagliatelle fumanti e gli arrosti odorosi dei vecchi, insuperabili cestini da viaggio.
Massimo Bottini e Gianguido Turchi

Il treno. Un viaggio nel tempo
Incisioni e disegni - Sabato 3 marzo 2012 h. 17 presso la sala Tripoli Via Mazzini
L’associazione Amici della Ferrovia Turistica della Valle Maira nasce nel 2005 con lo scopo di richiamare l’attenzione degli Enti e delle popolazioni locali sulla validità di una ipotesi di ricupero della linea ferroviaria Busca – Dronero a scopo turistico. Negli anni ha contribuito alla realizzazione del libro “Il treno di Giolitti” che racconta la storia della linea. Ha provveduto alla riparazione di un carro merci di fine ottocento e di due veicoli ferroviari a pedali di proprietà del Museo Ferroviario Piemontese e ha realizzato, una bicicletta ferroviaria che presenta delle interessanti innovazioni tecniche. Con questi mezzi leggeri propone la possibilità di pedalare sui binari della stazione di Dronero sperimentando quale potrebbe diventare un utilizzo della linea, qualora gli enti locali riescano ad ottenerne la disponibilità.
Nel corso del 2012 ha previsto una serie di eventi per ricordare il centenario dell’apertura al traffico della ferrovia avvenuta il 13 ottobre del 1912.
Poiché tra gli scopi statutari ci sono anche l’aspetto storico e culturale che derivano dalla ricerca e dalla raccolta di documenti riguardanti la ferrovia, dalla realizzazione di mostre inerenti al tema ferroviario e di altre iniziative collegate, ben si inserisce questa esposizione, DRONERO IL TRENO UN VIAGGIO NEL TEMPO in concomitanza con una mostra di modellismo che si terrà a Busca nei giorni 3 e 4 marzo presso le sale di Casa Francotto (orario 10/12 – 16/19).
Il viaggio, qualunque esso sia, è da sempre un’avventura. Il viaggio da un luogo a un altro luogo, verso mete lontane e sconosciute o legate alla quotidianità e alla propria terra costituisce inevitabilmente un distacco più o meno breve da qualcosa o da qualcuno. Non sempre è contemplato il ritorno.
Il viaggio è anche un’avventura spirituale che si sviluppa dentro noi stessi con percorsi a volte misteriosi, più o meno profondi e impegnativi. Il viaggio come speranza, come curiosità, come ritorno, come addio, come inizio o come fuga è un’esperienza che tutti in modi diversi abbiamo compiuto. L’immagine del treno allora evoca immediatamente ricordi, sensazioni, momenti legati non soltanto al vissuto personale ma alla storia dell’uomo, al suo progresso, al suo desiderio di scoperta, di esplorazione e di comunicazione. I fogli incisi e i disegni in mostra parlano di tutto questo, delle stazioni abbandonate, di quelle che sopravvivono nei piccoli paesi e di quelle avveniristiche delle grandi città, dei binari proiettati verso l’infinito, delle locomotive sbuffanti e dei nuovi treni veloci come frecce scagliate nel cielo.
Anche i mezzi e i linguaggi del racconto sono in qualche modo un viaggio che va da immagini legate alla realtà, all’osservazione, al ricordo, a immagini più simboliche e volte all’astrazione, da ampie descrizioni a singoli particolari. I segni incisi, le ombre, le luci, i disegni, di foglio in foglio raccontano il lungo viaggio che il treno ha compiuto nel tempo, complice e insostituibile testimone delle trasformazioni avvenute nella nostra società.
Per informazioni sulle iniziative tel. 0171.917080 - iatvallemaira@virgilio.it
La mostra resterà aperta nei giorni 4, 10, 11, 17, 18 marzo dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 16 alle 19.
Carla Parsani Motti

Sabato 21 gennaio 2012 inaugura la mostra diffusa "Oltre Roma. Nei colli albani e prenestini al tempo del Grand Tour" promossa dal Sistema Museale Museumgrandtour. Dieci sezioni tematiche dedicate al Grand Tour, ospitate in altrettanti musei aderenti alla rete, in un percorso museale che vuole restituire l’originaria ricchezza dei siti e degli itinerari di viaggio, proponedo anche alcuni scorci sugli aspetti più curiosi e meno conosciuti di questo grande fenomeno culturale. La Ferrovia - Museo della Stazione di Colonna ospiterà la sezione "In viaggio: itinerari, soste, mezzi di trasporto" con inaugurazione il 21 gennaio ore 16,00.
Fondazione per la Ferrovia-Museo della Stazione di Colonna
Via Casilina 17 - Km 25,500, 00030 San Cesareo, Roma
tel/fax 06 9439290 - stazionecolonna@alice.it - www.ferroviamuseo-colonna.it

Perchè demolire i mezzi ferroviari storici? Notizie dall Stazione di Tirso, Sardegna
In queste settimane il Comune di Illorai (NU), si è fatto testimone di una campagna ecologista per un problema legato all'inquinamento ambientale: nella Stazione Tirso, ricadente nel territorio di questo comune, da anni giacciono accantonanti parecchi mezzi ferroviari in disuso, della linea a scartamento ridotto Macomer - Nuoro. Il comune lamenta, dubbia presenza di amianto nel materiale ferroviario accantonato, che se così fosse andrebbe risanato. Con tale risanamento andrebbero demoliti diversi mezzi di altissimo valore storico, dal punto di vista archeologico-industriale. Giacciono in questa stazione, rotabili come le Aln 40 (http://it.wikipedia.org/wiki/Automotrice_FCS_ALn_40) e Emmine del 1933. Secondo gli artt. 10,11,12 e 13 Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, integrato dal Decreto Legislativo 26 marzo 2008, n. 62, con particolare riguardo all’art. 2 lettera a) punto 3, tale demolizione sarebbe completamente illegale in quanto tali mezzi hanno superato i 75 anni di età. Sarebbe un'azione sacrilega, oltre al fatto che tali mezzi hanno fatto la storia della mobilità sarda, in tempi di totale povertà e arretratezza in cui versava la nostra isola, oltre al fatto che tali mezzi hanno reso l'Italia il vanto dell'industria pesante mondiale. Va inoltre sottolineato che la costruzione di tali mezzi, ha permesso a tutta l'industria ferroviaria di compiere enormi passi da gigante per la velocizzazione di mezzi su rotaia. Sarebbe, quindi, opportuno allertare tutti gli organi competenti, per preservare tali mezzi dalla demolizione, in quanto oramai sono rimasti gli unici esemplari in tutta l'Italia. A tale scopo potrebbe essere conveniente lo spostamento di tali veicoli presso il museo ferroviario di Monserrato dell'ARST, proprietaria tra l'altro del materiale storico in questione, giacente a Stazione Tirso.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-53a5399b-9dcd-400d-9cc1-95aace8a3eaf-tgr.html#p=0
Carlo Meloni

Progetto Singing on the rail
Il Liceo classico Silvio Pellico di Cuneo partecipa al Premio Unioncamere Scuola, Creatività Innovazione con un progetto collegato con il mondo affascinante delle ferrovie. In particolare il loro progetto prevede la riqualificazione territoriale delle strade ferroviarie dismesse, che possa al contempo contemplare anche la possibilità di un’attività ludico/sportiva adatta alle famiglie.
Clikkate sul link www.premioscuola.unioncamere.it e votate per il progetto “Singing on the rail” che trovate a pagina 8.

Soppressa la Sulmona - Carpinone. Il 12 dicembre ultima corsa
L'associazione molisana «Le rotaie» promuove una giornata di addio alla storica tratta ferroviaria. Da Transiberiana d'Italia a «ramo secco». Tutti insieme per l'addio al treno Sulmona-Carpinone.
L'ultimo segnale di partenza per i convogli della linea che unisce Valle Peligna, Alto Sangro e Molise, sarà dato il prossimo 12 dicembre. Due giorni prima, sabato 10 dicembre, si celebrerà però il commiato, triste preludio all'ultima giornata di vita di una tra le più antiche linee ferroviarie, inaugurata nel 1897. A promuovere la giornata d'addio è l'associazione molisana «Le rotaie». Tutti, dai cittadini ai sindaci dei comuni abruzzesi e molisani attraversati dalla ferrovia che scompare, sono invitati a salire sul treno che correrà lungo i binari del suo ultimo viaggio. Al congedo sarà invitato anche l'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, con il suo collega molisano, Luigi Velardi. L'appuntamento è alle 16, nella stazione ferroviaria di Sulmona. Giunge così ad epilogo il lungo travaglio della linea Sulmona-Carpinone. Fu dagli anni Ottanta che si cominciò a ventilare la soppressione della linea che per la bellezza dei paesaggi attraversati è chiamata la Transiberiana d'Italia. Ma da quel momento il nome di Transiberiana mutò in quello di "ramo secco", facendo torto ad una linea che aveva le potenzialità per incentivare il turismo tra Valle Peligna ed Alto Sangro. Non è un caso che proprio di recente, a fine ottobre, un folto gruppo di turisti tedeschi ha viaggiato sul treno Sulmona-Carpinone restando conquistato dal fascino dei paesaggi ammirati, da Campo di Giove a Palena, da Rivisondoli e Pescocostanzo, stazione più alta della rete ferroviaria italiana, dopo quella del Brennero, per toccare Roccaraso, le località di maggiore attrazione turistica dell'Italia centromeridionale.
Ma senza alcuno sforzo concreto compiuto per rivitalizzare rami forse fragili ma non proprio secchi è stata emessa sentenza. Così la Regione, fin dall'anno scorso, ha deciso di non pagare più per treni che trasportano in media solo una quarantina di viaggiatori. Mentre nell'autunno dei trasporti nel Centro Abruzzo anche ieri sono proseguite le proteste per i disagi dei pendolari dell'Arpa e anche il capogruppo regionale di Fli, Berardo Rabbuffo, ha presentato un'interrogazione.
(Giuseppe Fuggetta - Il Tempo.it)

Rami secchi?
Secondo una rapida scorsa dell'orario in vigore da oggi, risultano non più percorse da servizi ferroviari passeggeri ben 10 tratte per complessivi 600 km e precisamente:

  • Mortara - Casale - Asti (già interrotta da una frana nel Monferrato) 74 km;
  • Chivasso - Asti 52 km;
  • Castagnole - Alba 13 km;
  • Pergola - Fabriano 32 km;
  • Sulmona - Carpinone 118 km;
  • Avellino - Rocchetta 119 km (già chiusa lo scorso anno);
  • Rocchetta - Gioia del Colle 140 km;
  • Castellamare - Gragnano 5 km;
  • Caltagirone - Gela 46 km (linea aperta nel 1979 ed ora interrotta per il cedimento di un ponte).

A ciò si aggiunge la Trieste -Villa Opicina (su cui continua il transito di treni merci), che, per la prima volta da un secolo, non vede più alcun convoglio internazionale. Ora, è ben chiaro che almeno alcune tra le linee succitate possono rivestire una importanza nei collegamenti locali, se appena fossero gestite come si deve mentre la Sulmona-Carpinone avrebbe una valenza turistica formidabile, servendo da accesso al Parco Nazionale d'Abruzzo. Per altro, nei mesi scorsi, la Sangritana si sarebbe offerta di rilevare il servizio, trovando tuttavia intralci da Trenitalia che preferisce chiudere le linee, piuttosto che un altro soggetto si ingerisca nella gestione. Pertanto l'idea di un appello-manifesto è validissima ed urgente, visto che per ora le lineesono armate ed in buono stato (a parte le interruzioni che hanno determinato la chiusura di alcune di esse), ma, col passaggio dei mesi, la vegetazione ed il degrado inevitabilmente avanzeranno.
(Massimo Ferrari - Presidente di UTP)

Mostra "La nostra storia sui binari. 1911-2011: Centenario della ferrovia Ponte Nossa- Clusone" MAT – Museo Arte Tempo - Città di Clusone (Bergamo)
Dal 10 dicembre 2011 al 9 aprile 2012. Clusone - Palazzo Marinoni Barca, sede del MAT Museo Arte Tempo, via Clara Maffei 3. Ingresso libero.
Quando arrivava il treno… Tempi passati, ma in fondo non così antichi. Chi li ricorda, ne sente la nostalgia: pezzo di vita e di memoria. Perché, fino al 1967, anche in Valle Seriana c’era il treno. Per andare al lavoro, per la gita domenicale, per fare commissioni: andare a Bergamo era prendere il treno. A Ponte Nossa arrivò nel 1885. Clusone dovette aspettare sino al 1911, in un’attesa densa di difficoltà, impegno e sogni. La ferrovia Ponte Nossa - Clusone veniva quindi inaugurata, con grandi festeggiamenti e un importante “vermouth d’onore”, il 12 marzo 1911, dopo la conclusione dei lavori per l’ultima tratta da Ponte Selva sino alla cittadina. Il suo servizio è stato prezioso per tanti anni. Oggi, in occasione del centenario, il MAT – Museo Arte Tempo Città di Clusone, in collaborazione con il Comune di Ponte Nossa, il Gruppo Fermodellistico Orobico e l’associazione culturale MAT CLUB, propone una mostra per ricordare e riscoprire questa storia.
Il MAT ospiterà un’esposizione di grande interesse storico: immagini fotografiche, documenti dell’epoca, oltre ad alcuni diorami, riproduzioni in scala di locomotive e treni che hanno fatto la storia della ferrovia della Valle Seriana. Si potrà osservare anche un diorama operativo che riproduce la stazione di Clusone con i treni in movimento, memoria del reale viaggio del treno e risveglio di mai dimenticati sogni d’infanzia e – perché no - di nuove prospettive future.
Orari di apertura: venerdì dalle 15,30 alle 18,30, sabato e domenica dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 15,30 alle 18,30
Info: tel. 0346.22440 – 0346.25915
www.museoartetempo.it - info@museoartetempo.it - direttore@museoartetempo.it

A Siena la vecchia ferrovia diventa una pista ciclabile
Sette chilometri di pista ciclabile sul tracciato della vecchia ferrovia che univa Colle di Val d'Elsa e Poggibonsi. Il vecchio tracciato, in disuso dal 1987, torna a vivere e a essere a disposizione delle comunità locali sotto forma di percorso ciclo-turistico. L'intervento sarà inaugurato e ufficialmente aperto alla città sabato 19 novembre, e rappresenta uno dei primi lavori conclusi fra quelli finanziati dalla Regione Toscana attraverso i fondi comunitari Por Creo destinati ai Piuss (Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile) nonchè l'opera centrale del Piuss ''Città di Città AltaValdelsa''. ''Questo percorso ciclo-turistico è un esempio - affermano i sindaci di Colle di Val d'Elsa e Poggibonsi, Paolo Brogioni e Lucia Coccheri - di recupero e valorizzazione del patrimonio storico locale in un'ottica di sviluppo sostenibile, che incentiva una mobilità dolce e immersa nel verde. Abbiamo realizzato un percorso ciclabile sicuro e moderno che sarà un'alternativa ecologica all'uso di veicoli a motore e, soprattutto, un modo per riscoprire e valorizzare le ricchezze storiche, paesaggistiche e ambientali del nostro territorio''.
Fonte: http://www.movimentolento.it/it/resource/news/siena-la-vecchia-ferrovia-diventa-una-pista-ciclab

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